LA POLITICA LIBERALE DI ZANARDELLI
Nel 1967 viene pubblicato (Giuffrè editore) il volume che ricostruisce la formazione politica dell’esponente della sinistra liberale e la sua partecipazione al primo governo della sinistra (1876) come ministro dei lavori pubblici, con l’avvio dell’organico sistema ferroviario nazionale e poi come ministro all’Interno, con una pratica di piena applicazione delle libertà costituzionali e in particolare del diritto d’associazione, non previsto dallo Statuto albertino, che consente, per la prima volta ai repubblicani, di effettuare pubbliche manifestazioni a condizione che non vengano compiuti atti di violenza. In seguito saranno pubblicati vari saggi di Vallauri sull’azione di Zanardelli per allargare il diritto di voto, per introdurre il diritto di sciopero, purchè esercitato senza violenza, per l’abolizione della pena di morte e, all’inizio del Novecento, come presidente del Consiglio in un governo che realizza le prime provvedenze in favore delle donne e dei ragazzi sottoposti a lavori pesanti, raccogliendo le precedenti proposte dei sindacati e di Turati. Significativo il discorso che Giolitti pronuncia nel 1901 in favore della libertà di sciopero in occasione di un grande sciopero a Genova. In politica estera cerca l’avvicinamento alla Francia pur nel mantenimento dell’alleanza con Austria e Germania. Guarda con favore l’azione degli italiani nel Trentino. In seguito pubblicherà saggi sul Risorgimento (Carlo Pisacane, I garibaldini a Mentana e Villa Glori nel 1867 e Roma nel 1870.