 Carlo Vallauri
Professore di storia contemporanea all’Università per stranieri di Siena, ha insegnato per molti anni Storia dei partiti e Sociologia politica all’Università di Roma "La Sapienza" e Storia dei movimenti sindacali alla Luiss.
Già dirigente generale del Ministero del Bilancio e della Programmazione economica.
Ha pubblicato studi numerosi su:
- la politica liberale di Zanardelli,
- Giolitti e l’occupazione delle fabbriche,
- il corporativismo,
- gli statuti e l’organizzazione dei partiti (ricerca CNR in otto volumi),
- i partiti italiani nell’Ottocento,
- i partiti italiani dalla ricostruzione democratica al declino negli anni ’80 e ’90,
- il PSI e l’Internazionale socialista,
- la cooperazione agricola, la storia dei sindacati,
- la guerra in Abruzzo (sulla base dei documenti rinvenuti presso l’Archivio centrale dello Stato, i National Archives di Washington e il Record Office di Londra),
- Roma contemporanea,
- Soldati: le forze armate italiane dall’armistizio alla liberazione,
- i diritti umani e la pace nei manuali scolastici dei paesi sviluppati e dei paesi in via di sviluppo (Unesco),
- la disparità tra uomini e donne nei mass media (Consiglio d’Europa),
- nonché sul teatro italiano contemporaneo (World Encyclopedia of Contemporary Theatre).
Ha tenuto lezioni e conferenze in California, Canada, Francia, Spagna, Olanda, Polonia, Russia, Georgia, Algeria. Suoi testi sono stati tradotti negli Stati Uniti e nei paesi balcanici.
Collaboratore e componente dei comitati scientifici di riviste e fondazioni culturali,
- presidente dell’Istituto laziale di studi storici,
- è stato direttore di "Ridotto" e
- condirettore della "Rivista trimestrale di Scienza politica e dell’Amministrazione"
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Magritte - Le retour
Simbolo della pace
L’arco della pace
Movimenti e istituzioni contro la violenza e per i diritti umani tra ’800 e ’900
Il più recente lavoro di Carlo Vallauri (pubblicato edizioni Edisse, 2011)

- L’arco della pace
La guerra che verrà non è la prima.
Prima ci sono state altre guerre.
Alla fine dell’ultima c’erano vincitori e vinti.
Fra i vinti la povera gente
faceva la fame. Fra i vincitori
faceva la fame la povera gente egualmente.
Bertolt Brecht, 1934
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